Sorpresa in Australia: successo della Rossa dopo una lunghissima astinenza

L’incredibile è successo davvero. La Ferrari vince, anzi stravince a Melbourne, primo Gp della stagione. Erano 27 gare che una Rossa non finiva davanti a tutti, dalla lontana notte di Singapore del 2015. C’era Vettel quella volta e c’è ancora lui, protagonista di un mezzo miracolo sportivo. Perché in tre anni la Mercedes non aveva lasciato nemmeno le briciole agli avversari: 51 Gp su 59, da quando è iniziata l’era dei motori ibridi in Formula 1. E con il cambio di regolamento da quest’anno, con le nuove norme sull’aerodinamica, in pochi erano convinti che qualcosa sarebbe cambiato. E invece la SF70H in mano a Vettel alla prima uscita si trasforma in un’arma micidiale. Raikkonen chiude quarto dietro a Bottas. Il tedesco sul podio guarda al cielo e quasi si commuove ripensando a quel digiuno infinito -553 giorni – e a quella quarta vittoria con la Ferrari (n° 225 nella storia del Cavallino) che non arrivava mai. «È una giornata bellissima, il giusto tributo ai ragazzi che qui e in fabbrica hanno lavorato durissimo».

 

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Miracolo sportivo

All’Albert Park i rapporti di forza si sono completamente capovolti: Hamilton scatta dalla pole, ma s’intuisce ubito che la sua non sarà una fuga nè un assolo. Sebastian (scattato dalla prima fila) lo bracca, lo tiene sempre a tiro, nel box dei campioni la tensione si taglia con il coltello. La Ferrari è una minaccia concreta – già lo avevano detto Toto Wolff e Niki Lauda, ma erano sembrate parole di pura pretattica- e lo dimostra mandando dallo psicologo gli strateghi della Mercedes e un tre volte campione del mondo qual è Lewis Hamilton. Che va in crisi con le gomme prestissimo, al 18° giro, e rientra con le coperture più dure, le soft convinto di andare fino in fondo. Ma la W08, evidentemente, non è all’altezza dei macchinoni che l’hanno preceduta, o forse è la Ferrari che ha fatto un salto gigantesco. Come confermano le parole di Toto Wolff: «Oggi erano troppo veloci per noi».

La svolta

La svolta della gara avviene con il pit-stop della Mercedes: Hamilton si trova davanti Verstappen, un tappo micidiale. Via radio gli urlano: «Passalo, lo devi passare se vuoi stare davanti». E lui: «Non ci riesco». Così Vettel continua a spingere per accumulare margine e ritarda il pit stop al 23° giro. Con le gomme fredde (soft anche per lui) riesce a fermare il ritorno di Max e a scavare una trincea di secondi su Hamilton. Lewis è in bambola, come un pugile suonato. Toto Wolff batte i pugni sul tavolo, la Ferrari è impressionante, imprendibile e rifila un distacco di 10 secondi agli ex dominatori. A Maranello in inverno hanno lavorato in silenzio lasciando la parola ai motori. E all’inno di Mameli che suona a palla dall’altra parte del mondo.

Grande anche Giovinazzi

E il trionfo rosso e italiano è reso ancor più dolce dall’ottima prestazione di Antonio Giovinazzi: il terzo pilota del Cavallino, in prestito alla Sauber, ha chiuso dodicesimo.

 

  • 1Vettel S.Ferrari1:24:11:672
  • 2Hamilton L.Mercedes GP1:24:21:647
  • 3Bottas V.Mercedes GP1:24:22:922
  • 4Raikkonen K.Ferrari1:24:34:065
  • 5Verstappen M.Red Bull1:24:40:499
  • 6Massa F.Williams1:25:35:058
  • 7Perez S.Force India1:24:11:672
  • 8Sainz Jr C.Toro Rosso1:24:11:672
  • 9Kvyat D.Toro Rosso1:24:11:672
  • 10Ocon E.Force India
  • 11Hulkenberg N.Renault F1
  • 12Giovinazzi A.Sauber
  • 13Vandoorne S.McLaren
  • Alonso F.McLarenRitirato
  • Magnussen K.HaasRitirato
  • Stroll L.WilliamsRitirato
  • Ricciardo D.Red BullRitirato
  • Ericsson M.SauberRitirato
  • Palmer J.Renault F1Ritirato
  • Grosjean R.HaasRitirato