Il pilota Yamaha vince a Termas e fa punteggio pieno. Il Dottore è secondo. KO per le Honda ufficiali e per il Ducati Team.

 

#ArgentinaGP MotoGP 2017

 

#ArgentinaGP MotoGP 2017

#ArgentinaGP MotoGP 2017

#ArgentinaGP MotoGP 2017

 

 

 

Termina il secondo appuntamento della classe regina e il GP d’Argentina è vinto da Maverick Viñales. Il portacolori Movistar Yamaha fa sua la seconda gara consecutiva e allunga la striscia di dominio nella classe. Le sue prestazioni con la M1 sono di altissimo livello e sulla pista di Termas de Rio Hondo dimostra velocità, freddezza e calcolo tagliando il traguardo per primo con un margine di quasi 3 secondi sul compagno di box Valentino Rossi, alla sua gara numero 350.

 

Terzo Cal Crutchlow (LCR Hond). Domenica da incubo per il box Repsol Honda con Marc Marquez e Dani Pedrosa nella ghiaia, così come per il Ducati Team che lascia il Sud America con zero punti.

#ArgentinaGP MotoGP 2017

 

#ArgentinaGP MotoGP 2017 lorenzo ducati crash

 

La gara della cilindrata più alta si apre dopo il primato del warm up firmato proprio da Viñales. Le condizioni climatiche sono definitivamente migliorate dopo la pioggia del sabato e della mattinata, il meteo è ideale e l’asfalto è ottimo. La prima fila della griglia di partenza è formata da Marc Marquez (Repsol Honda), Karel Abraham (Pull&Bear Aspar), sorpresa del fine settimana, e da Cal Crutchlow (LCR Honda). I tre montano le stesse Michelin, mescole dure davanti e medie dietro.

Il miglior italiano al via è Danilo Petrucci (Octo Pramac Racing), quarto, mentre Rossi è poco dietro in settima casella.

Si spegne il semaforo e parte bene Marquez che si mette subito davanti. Alla curva 1 Jorge Lorenzo, scattato dalla sesta fila, entra in contatto con il posteriore della Suzuki numero 29 di Andrea Iannone e cade, gara finita per il maiorchino mentre Crutchlow resta vicino alla Honda numero 93.

Rossi scatta bene ed è subito quarto dietro a Viñales, quinto Petrucci. Al secondo giro Marquez ha già un buon margine di oltre 1,6. Difficoltà per Abraham che in due passaggi scivola oltre la decima posizione e finendo in chiusura top ten.

I due piloti Yamaha hanno nel mirino la Honda satellite numero 35 con Viñales che ha la meglio su Crutchlow al terzo giro.

Al quarto passaggio il colpo di scena. Marquez, leader della gara perde l’anteriore alla curva 2 ed è costretto al ritiro. Viñalese è ancora una volta primo e da qui in poi sarà una cavalcata in solitaria verso la seconda vittoria consecutiva.

Andrea Iannone, partito anticipatamente dalla dodicesima piazza, subisce una penalità e perde posizioni mentre il compagno di box Alex Rins, rientrante da un infortunio, è costretto al ritiro dopo una caduta.

A meno diciotto giri dalla fine Viñales resta a circa un secondo da Crutchlow. Rossi è terzo mentre di infiamma il duello per la quarta posizione tra Petrucci e Dani Pedrosa (Repsol Honda). Il pilota di Sabadell è stato autore di una buona partenza dal centro della seconda fila ma la sua gara avrà una svolta in negativo. Dopo aver perso il duello con il ternano, Pedrosa cederà una posizione anche a Johann Zarco (Monster Yamaha).

Il transalpino, su M1 satellite, si conferma in grande condizione dopo l’avvio brucante del GP del Qatar; chiuderà come quinto davanti al compagno di box Jonas Folger.

Pedrosa che fino ad allora aveva tenuto in alte le speranze del box HRC cade alla curva 2 nel corso del tredicesimo giro, stesso punto dell’uscita di scena del compagno di box. Per il team ufficiale Honda un GP d’Argentina nero.

Alla curva 2 cade anche Andrea Dovizioso che fino ad allora, dopo la partenza dalla quinta fila aveva condotto una gara di contenimento. L’incolpevole numero 4 è colpito dall’Aprila di Aleix Espargaro. Una gara sudamericana senza luce anche per il Ducati Team.

 

I tre piloti di testa hanno cinque secondi di vantaggio su Alvaro Bautista (Pull&Bear Aspar). A sette giri dalla fine il Dottore ha la meglio sul britannico alla curva 5 ed è secondo; Viñales è a oltre due secondi e vincerà in tutta tranquillità. Rossi chiude in piazza d’onore davanti a Crutchlow.