Lo spagnolo ha ora 16 punti di vantaggio sul forlivese, alla peggior gara della stagione. Sul podio anche Pedrosa e la Ducati di Lorenzo. Valentino, a 24 giorni dalla frattura di tibia e perone, completa una prova da fenomeno

ARAGON GP MOTOGP MARQUEZ

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ALCANIZ – Ha vinto il più intrepido, il più forte: Marquez, partito dalla seconda fila dopo l’ennesimo capitombolo di sabato, ha macinato tutti gli avversari e con questi 25 – meritatissimi – punti va in fuga. Il catalano ora ha 16 punti di vantaggio in classifica sul peggior Dovizioso della stagione, 7° al termine di una gara da dimenticare. Il quinto posto sul traguardo di Rossi conta come un successo, perché il pesarese è stato protagonista di una gara straordinaria per coraggio e tempra. A 24 giorni dalla frattura di tibia e perone era già un miracolo vederlo al via. Purtroppo il pesarese viene superato nel ranking da Pedrosa (ora è 5°, a -56 dal leader), con Dani che oggi completa la doppietta Honda. Sul podio sale l’altra Rossa, quella di un Lorenzo a lungo al comando. “Contenti per il terzo posto di ‘Giorgio'”, dice l’ingegner Gigi Dall’Igna dai box Ducati. “Peccato per Andrea, ma sapevamo che su questa pista dovevamo limitare i danni. Ora dobbiamo dare tutto nei restanti 4 gran premi”. Festeggiano gli altri italiani, quelli dell’Aprilia: Aleix Espararò ha chiuso 6°, a meno di 7 secondi dal vincitore.

Che partenza le Ducati – Il primo giro ha regalato emozioni come una gara intera. Lorenzo al solito è partito come un razzo e si è messo davanti guadagnando quasi mezzo secondo, ma anche l’altra Ducati ha fatto meraviglia al vie: Dovizioso ha infilato tutte e 3 le Honda che gli stavano davanti, mentre Valentino passava un Viñales in difficoltà con la gomma dura dietro. Dell’impressionante staccata della Rossa del forlivese, sul rettilineo che precede il traguardo, ha approfittato Marquez: e mentre il DesmoDovi chiudeva terzo la tornata iniziale, il campione in carica gli si attaccava dietro e Maverick scivolava al quinto posto.

La rimonta di Marquez – All’inizio del settimo giro Marquez – il solo, con Crutchlow, a montare una gomma dura anche davanti – si è messo alle spalle Dovizioso, mentre Rossi tallonava d’un decimo e qualcosa il maiorchino al comando. Marc ha messo il pesarese nel mirino e in una prima occasione si è fatto tradire dalla foga di passargli davanti, perdendo un po’ di terreno e – per poco – la terza posizione, presto recuperata ai danni dell’italiano della Ducati. Giusto a metà gara Marquez ha preso l’interno a Valentino, andato un po’ largo. Più dietro, Pedrosa ha fatto lo stesso con Viñales che – sesto – ha cominciato ad essere attaccato dalla brillantissima Aprilia di Aleix Espargarò.

Dovizioso scivola via – Il piccolo Dani ha continuato a progredire, infilando Dovizioso e poco dopo anche il Doc. Ma l’attenzione era tutta sul duo davanti: Marc ha passato Jorge, che ha provato a rispondergli di grinta e talento ma dopo quasi 15 giri al comando ha dovuto farsi da parte. Valentino, epico, non sentiva la fatica e resisteva a DesmoDovi che nella fretta di attaccare non si accorgeva del rientro di Viñales. Il forlivese scivolava in sesta posizione.

Buone notizie dall’Aprilia –  A 3 giri dalla fine, Maverick aveva finalmente la meglio sul numero 46 e anche l’Aprilia di Aleix si metteva davanti a un Dovizioso sempre più in difficoltà. Pedrosa dopo aver appena firmato la tornata più rapida si mangiava Lorenzo e cominciava a cacciare il compagno di squadra. Con il Marquez di oggi però non c’era niente da fare: doppietta Honda, poi ‘Giorgiò finalmente protagonista, quindi le due Yamaha ed Espargarò. Male gli altri italiani: 12° Iannone, 20° Petrucci. Si ricomincia in Giappone a metà ottobre. Dicono sia una pista favorevole alle Ducati, Dovizioso non può più sbagliare se vuole questo titolo.

 

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