Regista dell’inizio sportivo di Rossi e Biaggi

Ha lanciato nel mondo dei grandi la piccola marca di Noale, passata poi nel 2004 al Gruppo Piaggio. Simbolo stesso della riscossa della moto italiana. Biaggi: “Una specie di padre nel racing”

 

Se ne è andato nella notte, a 73 anni, per l’aggravarsi di una malattia, Ivano Beggio, leggenda del motociclismo mondiale e simbolo stesso del made in Italy che vince: fu lui lo storico patron di Aprilia portata da piccola realtà locale a colosso nel mondo dell’industria e delle corse. Ma il suo intuito non si limitava a questo: fu lui a lanciare, nel mondo dei grandi, piloti del calibro di Rossi e Biaggi. Ma anche Gramigni, Locatelli, Melandri, Poggiali e tanti altri.

 

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Max Biaggi – Aprilia
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Ivano Beggio – Aprilia – con Valentino Rossi e Loris Capirossi

Beggio fu molto di più, testimonial della rinascita della moto italiana, perché nel 1969 ereditò dal padre una piccola azienda del settore, come ce n’erano tante in Italia in quegli anni, e la portò nell’iperspazio: quando nel 1998 fu insignito del titolo di “Cavaliere del lavoro“, nella motivazione si poteva leggere che aveva portato l’Aprilia a “elevatissimi livelli di innovazione tecnologico-produttiva. L’azienda è passata da un fatturato di 7 miliardi di lire del 1982 agli oltre 970 del 1997. Dai 50mila motoveicoli prodotti nel 1991 al 290mila del 1997 dei quali il 45% destinati all’export. Le moto con il marchio Aprilia si sono aggiudicate 9 campionati del mondo, con più di 70 vittorie nei gran Premi, confrontandosi con i colossi dell’industria motoristica giapponese”.