A due giorni dal rinnovo con Yamaha il Dottor Rossi sale sul podio, è il numero 228 di un mito che sembra non aver fine

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Sono passate poco più di 48 ore dall’accordo tra Yamaha e Valentino Rossi, una firma che lega il nove volte campione alla Casa di Iwata per altri due anni, tre con questo appena iniziato.

In Qatar, nella prima gara della sua ventitreesima stagione iridata, il Dottore conquista un podio importante dopo un 2017 difficile e un precampionato fatto di alti e bassi.

Per il pilota Movistar Yamaha MotoGP un grande inizio di campionato, l’ennesimo, se guardiamo i numeri nel deserto del pesarese che negli ultimi sei anni è sempre entrato nella top cinque e per cinque volte è salito sul podio, sei se contiamo questa.

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VR46 Valentino_Rossi Yamaha_MotoGP 2018 #QatarGP

 

Ma la gara di Rossi non è per nulla facile, il Dottore parte dalla terza fila ed è costretto al recupero; commette un errore quando alla fine mancano diversi passaggi. Spodestato temporaneamente dal possibile podio, ha poi la forza di recuperare nonostante gli avversari lo incalzino minacciosi. “Sono andato largo”, racconta Valentino. “Mi sono girato e ho visto tutti alle mie spalle; sembravano un branco di lupi”.

Ma la gara è la gara, l’arena preferita di Rossi che spinge fino alla fine restando agganciato al duo di testa: Andrea Dovizioso (Ducati Team) e Marc Marquez (Repsol Honda), i migliori sulla piazza, e chiude a 0,7s sotto la bandiera a scacchi. Poco, pochissimo.

“Sono molto contento”, commenta il pilota Yamaha, “Perché rispetto all’anno scorso questa volta sapevo di fare una bella gara. Ho spinto sin dall’inizio visto che partivo dalla terza fila e, nel primo giro, sono stato in grado di superare alcuni piloti e tenere la posizione. Però non si sa mai se basta, perché ci sono dieci corridori che vanno forte e non è facile. È stato un grandissimo modo di iniziare”.
Prosegue, “Dalla seconda parte dell’anno scorso i due più forti sono stati Marquez e Dovizioso, essere riuscito a fare tutta la gara con loro ed essere arrivato alla fine nella loro scia è un buon modo per partire. Sicuramente bisognerà lavorare ma sono contento”.