Lewis Hamilton ha vinto il GP di Germania partendo dall’ultima posizione, secondo Bottas, terzo Raikonnen

 

Clamorosa undicesima prova del Mondiale di F1. Il tedesco della Ferrari a muro quando era in testa al 52esimo giro, con Hamilton che si è ritrovato al comando dopo una gara cominciata dal 14esimo posto. Per lui solo reprimenda dopo un’investigazione. Bottas secondo, poi Raikkonen che salva la giornata della Ferrari. Out anche Ricciardo, quarto Verstappen. Cambiano ancora le classifiche del Mondiale: il britannico della Mercedes torna primo a +17 punti su Vettel
HOCKENHEIM – Le due Mercedes sfilano in parata vincendo a casa loro, in Germania: il campione del mondo uscente Lewis Hamilton dall’inferno della 14esima posizione al via si prende il Gp di Hockenheim grazie a una rimonta spettacolare e all’errore del poleman e leader della gara Sebastian Vettel che al giro 52, con la pioggia scesa a tratti e abbondante in pista scombussolando tutto, ha perso la sua Ferrari sulla ghiaia e con lei la gara, la leadership del mondiale e il sogno di un successo ancora negato a casa sua. Il britannico poi era finito sotto inchiesta per avere imboccato la pit lane per cambiare le gomme prima di cambiare idea e tornare in pista tagliando la linea bianca: una penalità di 5″ avrebbe la vittoria al compagno di squadra Valtteri Bottas, arrivato alle sue spalle e davanti all’altro ferrarista Kimi Raikkonen che al 39° giro si era fatto da parte su ordine dal muretto per lasciar passare Seb. Ma Hamilton se l’è cavata con una reprimenda. Per lui è il quarto successo stagionale, il numero 66 della carriera, il quarto in Germania come solo era riuscito a fare Schumacher, guida il Mondiale con 188 punti, a +17 su Vettel.

Il tedesco della Rossa dopo l’errore in curva 13, prende a pugni il volante di Loria e a calci la ghiaia, torna nel paddock col casco ancora in testa visibilmente arrabbiato, poi più tardi smaltita l’ira, dice: “Ho sbagliato io, non è l’errore più grande che ho fatto ma probabilmente uno dei più pesanti, quello con un impatto più grande sulla gara. Sono arrivato tardi in frenata e non sono riuscito a tenere la macchina in pista. Fino a quel punto eravamo riusciti a gestire bene tutto, ho sbagliato io e dovevo fare meglio. Avevamo la corsa in tasca, eravamo veloci e la stavamo gestendo, ma la pioggia ha cambiato tutto. Credo di essere più deluso che arrabbiato, è un piccolo errore che di fatto sulla gara è enorme”.

Errore pesantissimo. Per il morale, per la lotta al mondiale. Avrebbe potuto allungare sul rivale, si ritrova dietro a inseguirlo. Mentre sfila sotto la bandiera a scacchi, a Hamilton gli ingegneri dicono “i miracoli esistono”, lui risponde “sono così grato…”. Poi ai microfoni di David Coulthard: “Ci ho sempre creduto di poter vincere. Ovviamente da quella posizione di partenza è altamente improbabile, però ci devi sempre credere. Ho detto una lunga preghiera prima del via della gara e nel giro di riscaldamento ho visto quanto sostegno avevo. Mi sono detto di stare tranquillo, ho mantenuto la calma. Il team ha fatto un lavoro grandioso, la macchina era fantastica e sono davvero molto grato di aver potuto guidare questa macchina. Ho continuato a spingere e crederci, ed è successo. Il mio sogno si è realizzato in pista, quindi grazie davvero a tutti. È davvero incredibile, le condizioni erano difficili, ma allo stesso tempo perfette per il mio scopo. Quando ha piovuto, sapevo che mi sarei trovato in una buona posizione. Ma non puoi mai sapere cosa accadrà dopo la Safety car, avevo piloti dietro di me con le gomme nuove. Spero che la convinzione sulle mie qualità di guida sia aumentata dopo questa prestazione”. Dopo aver sfasciato la macchina nel primo turno di qualifiche, Lewis era disperato.

Non è sembrato in pista: già nei primi 14 giri, da 14esimo è 5° superando tutti, l’uno dopo l’altro. Dopo che ai semafori al via vedeva laggiù in testa Vettel scappare lontano e mantenere la testa. Ma il campione del mondo sta lì e aspetta. Aspetta soprattutto la pioggia annunciata. La Ferrari gli piazza subito davanti Raikkonen, che rientra per la prima sosta già al 15esimo giro tornando in pista davanti a Lewis, mentre Vettel rientra al 25° giro con l’idea di arrivare fino in fondo. Le gerarchie a metà gara vedono Raikkonen al comando davanti a Vettel ed Hamilton terzo davanti a Bottas, ma la partita a scacchi è appena iniziata.

L’inglese allunga ancora il primo stint nella speranza di poter approfittare della pioggia per effettuare la sosta, mentre davanti Vettel scalpita per mettere la freccia su Raikkonen: al 39° giro, dopo uno scambio molto lungo tra il finlandese e il muretto Ferrari che con una lunga spiegazione di fatto gli chiede di cedere il passo, Seb passa il compagno che obbedisce e si scansa. Kimi: “Il team order per lasciar passare Vettel? Ci sono delle regole chiare, però non era del tutto limpido il messaggio in quel momento. Io la velocità la avevo, però era un momento della gara in cui ero idealmente su due soste. Poi è cambiato un po’ tutto alla fine, sapevamo che era una pista insidiosa con la pioggia, pericolosa in diversi punti. A un certo punto stavo superando una Sauber in un doppiaggio, ho bloccato e Valtteri mi ha superato e quindi quello è stato il momento di svolta negativo della gara. Sono un po’ deluso, ma il terzo posto lo portiamo a casa. Non so se la Ferrari fosse difficile da guidare sull’umido, io ho guidato la mia e posso rispondere delle mie sensazioni. Sono rimasto comunque sorpreso dell’aderenza su questa pista, ma quando vai troppo veloce con la pista in quelle condizioni c’è poco che puoi fare”.

Non dirlo a Seb. Al 43 Hamilton va ai box e anticipa di poco la pioggia che scende solo su alcuni tratti della pista: monta gomme ultra soft e vola anche in condizioni difficili. Tutti gli altri no. Compreso Vettel che perde la sua Rossa: safety car. Raikkonen torna ai box per il cambio gomme, Hamilton passa in testa con Bottas dietro che, dopo l’uscita della safety, prova a superarlo ma viene richiamato a mantenere la posizione. Valtteri: “Un pilota guarda sempre al massimo, e quando Seb è uscito, ho pensato fosse una buona opportunità. Però per Lewis la safety è uscita nel momento migliore, gli ha permesso di stare fuori. Io sono dovuto rientrare. Prendiamo il lato positivo per il team, è il risultato perfetto per noi nella gara di casa della Mercedes Daimler. Il team order di mantenere le posizioni? C’è stata una piccola battaglia quando è rientrata la SC con Lewis. Non sono riuscito a superarlo e mi hanno detto di minimizzare i rischi, cosa che ho capito”. Certo: non solo Lewis, ma anche la Mercedes torna in testa al mondiale costruttori con 310 punti, a +8 sulla Ferrari. A casa di Seb, anzi della Mercedes.