Vettel taglia il testa il traguardo del GP di Canada ma perde la vittoria per 5 secondi di penalità

https://images.scribblelive.com/2019/6/9/72f22513-43e6-49d1-bab5-f3af73bf7aaf.jpg



Hamilton, arrivato al traguardo a poco più di un secondo dal ferrarista, festeggia così il successo numero 7 in Canada (eguagliato Schumi). Terza l’altra Ferrari di Leclerc.

Al rientro per il podio Vettel ferma la monoposto e non la porta al parco chiuso, va direttamente al suo hospitality con l’intenzione di disertare la premiazione, convinto poi dal team scambia la tabella dell’ordine di arrivo posizionata davanti alle monoposto mettendo la popria davanti alla Mercedes e il numero uno davanti alla sua piazzola vuota, tale atteggiamento gli costerà due punti sulla licenza.

In Canada vince ancora Hamilton e per Vettel è una doppia beffa. Pole position e gara sempre in testa, dal primo all’ultimo giro. Fino al traguardo, che ha tagliato per primo, davanti anche al rivale inglese della Mercedes. E allora, direte voi? Come mai non era sul gradino più alto del podio al termine della corsa? Colpa di un’unica – molto leggera – sbavatura commessa al giro numero 48, quando il tedesco della Ferrari è uscito di pista alla prima chicane e, al momento di rientrare sul tracciato, causa anche le gomme sporcate dall’erba, ha leggermente allargato sull’esterno chiudendo la traiettoria di Hamilton, che arrivava a velocità maggiore del tedesco e ha dovuto rallentare la sua corsa per non cozzare contro il posteriore della Ferrari o, peggio ancora, finire contro il muretto alla propria destra. Contestazione della Mercedes, giudici al lavoro e alla fine, quando di giri ne mancavano solo 13, la decisione di penalizzare di 5 secondi Vettel sul tempo finale. Con Hamilton attaccato al tedesco per praticamente tutta la gara, la scelta dei giudici, apparsa subito molto severa, significava consegnare la vittoria ad Hamilton. Che, infatti, da quel momento non ha più attaccato il rivale e ha aspettato tranquillamente alla sua spalle che la gara terminasse. 

“Una decisione assurda, non è giusto che finisca così”, le parole di un imbestialito Vettel che nel post gara si è reso protagonista di varie forme di protesta (ha spostato il cartonato che viene adagiato di fronte alla monoposto vincitrice, ha ascoltato gli inni sul podio col piede sinistro sul gradino più alto, ha protestato apertamente al microfono e ha anche ritardato l’obbligatoria incombenza del peso). Un giudizio condiviso più o meno da tutti i nostri commentatori (Marc Genee e Jaques Villenueve) ma che viene confermato anche da un precedente molto molto simile a quello del Canada che vide protagonista proprio il pilota inglese della Mercedes.

Siamo a Montecarlo nel 2016, Lewis è in lotta con Ricciardo sotto la pioggia. Proprio come oggi Vettel, Hamilton in quell’occasione è primo con l’australiano che lo tallona da vicino: alla chicane dopo l’uscita dal tunnel l’inglese perde il controllo della vettura, esce leggermente di strada, rientra in carreggiata e, nel farlo, allarga la traiettoria stringendo Ricciardo alla sua destra, quasi contro il muro. A rivederla sembra la fotocopia identica dell’azione di oggi. Ma con un finale differente: in quel caso i giudici non intervennero e decisero di non punire Hamilton. Anche se se lo ricorderà, meglio non far rivedere quel video al furioso Vettel del dopo Montreal.

Buon risultato finalmente anche per Renault che con Ricciardo e Hulkenberg concludono al sesto e settimo posto.